Il condizionatore.

Tutto ebbe inizio una sera, intorno alle ore 18. Il caldo opprimeva la mia testa. Da circa tre anni io e mia moglie viviamo soli, in un piccolo appartamento, da quando nostra figlia si è sposata con un professore di religione che, per dieci anni, aveva frequentato la nostra casa tormentandoci con le sue certezze e con il suo sguaiato moralismo. Quel giorno ero solo a casa. Mi trovavo stravaccato, sulla sdraio del soggiorno, e aspettavo il rientro di mia moglie Rosina da un momento all’altro, la pelle nuda della mia schiena incollata alla spalliera azzurra di stoffa rigida.
Gocce di sudore continuavano ad imperlare la mia fronte e scendevano giù, lentamente ed inesorabilmente, fino ad intrappolarsi fra i peli dei miei baffi bianchi e, quindi, scolavano giù e si impozzavano nelle pieghe della bocca. A quel punto mi detergevo tutto il sudore possibile con una salvietta a scacchi verdi e viola, già abbastanza inzuppata.
Mi trovavo, sperando in un po’ di refrigerio, sotto la finestra del soggiorno di casa mia, aperta sul Corso Sicilia.
Il rumore del traffico saliva e penetrava nella stanza, appena attutito dal fatto che viviamo all’ottavo piano, assieme all’odore acre di rumorosi motorini fritti che guizzavano, come selvagge anguille, fra automobili in fila, indifferenti e rassegnate.
Alla nostra età, io 62 anni, lei 63, in pensione entrambi da due anni, possiamo ritenere che questo caldo sia un rischio per la nostra salute. Noi viviamo a Catania, una città fra le più calde d’Italia, con i suoi 41 gradi centigradi registrati oggi alle ore 12.
Decisi, improvvisamente ed inesorabilmente, che bisognava affrontare la spesa di un condizionatore d’aria.
Pensai, così di fare una sorpresa a Rosina, mia moglie.
Con un grande sforzo di volontà mi alzai, trascinando verso il computer, con fatica, il mio corpo, grassottello e paffuto, coperto solo da un paio di mutandone grigie da sbarco che mi arrivavano fino al ginocchio.
Navigando in internet trovai facilmente ciò che mi interessava: “Ditta Hawayan Express, produzione di condizionatori d’aria biologici, perfettamente naturali ed eco-compatibili”. Nella pubblicità della ditta, la cui sede era a Bolzano, era ben visibile una bellissima donna hawaiana in topless che agitava una grande foglia di palma, sullo sfondo di un mare tropicale, invitante e cristallino.
Guardando la ragazza della pubblicità non potei fare a meno di riflettere sull’uso indiscriminato del corpo femminile, come ci aveva fatto notare spesso il nostro amato e un po’ bacchettone genero, per pubblicizzare qualunque cosa.
Il prezzo del condizionatore era particolarmente conveniente e, inoltre si trattava di un’apparecchiatura misteriosamente ecologica e bio - compatibile. Fra una settimana la mia amata Rosina avrebbe festeggiato il suo compleanno; se volevo farle una sorpresa dovevo richiedere subito il pacco e utilizzare la carta di credito come pagamento. Senza pensarci troppo inviai la mia richiesta.
Il giorno dopo mi arrivò la conferma, via e mail, dell’acquisto con indicazione della data e dell’ora in cui mi sarei dovuto fare trovare a casa per ricevere il pacco. Il condizionatore sarebbe arrivato proprio il giorno del compleanno di mia moglie, alle ore 18, nel momento in cui lei si trovava a fare la solita, inevitabile, visita da sua sorella. Sarebbe stata una bellissima sorpresa, al suo rientro avrebbe trovato la casa fresca: in un solo colpo avrei fatto un bel regalo a mia moglie e avrei risolto il problema del caldo che ci opprimeva.
*****
Il giorno fatidico è arrivato.
Aspetto in casa. Caldo opprimente, afa insopportabile. Alle 18 sento suonare il campanello e corro ad aprire. Sento la voce femminile del corriere che porta il pacco. E’ proprio quello che aspettavo. Non avevo (penso) mai visto una donna nelle vesti di corriere. Mi copro con la mia vestaglia leggera verde pisello e attendo sull’uscio semi aperto, ascoltando il rumore dell’ascensore che sale. L’ascensore arriva, si aprono le porte a soffietto e vedo uscire una bellissima donna, alta, dalle procaci forme statuarie, somigliante a quella della pubblicità, abbigliata con un tailleur grigio molto elegante, sobrio e distinto, che porta un pacco, per la verità non molto grande.
Non mi aspettavo un corriere di questo genere: sono un po’ turbato ma anche piacevolmente sorpreso.
La accolgo in casa sorridendo, lei mi risponde nello stesso modo e, esprimendosi in un italiano un po’ stentato mi chiede dove deve montare l’apparecchiatura. Le indico il soggiorno, dove lei si dirige ed inizia a togliere la confezione dal pacco. Noto che, stranamente, non mi chiede notizie di linee elettriche o simili. Sono curioso di vedere questo condizionatore biologico. Sono un po’ colpito dalla sua freddezza professionale che sembra definire una chiara distanza fra noi due. Le comunico che il condizionatore è un regalo, una sorpresa per mia moglie. La ragazza, si esprime con modi formali e un po’ distaccati e mi prega, quindi, di aspettare fuori della stanza perché, intanto, la sorpresa è per me e, poi, anche per mia moglie.
Esco dalla stanza e vado a telefonare a Rosina dallo studio, lasciando la ragazza da sola ad armeggiare fra le sue cose.
Dopo circa 20 minuti mi sento chiamare: “Signor Paolino, può entrare”. Sento che la sua voce è cambiata, sembra più dolce e suadente.
Apro lentamente la porta e rimango allibito: vedo la ragazza vestita solo di una succinta gonnellina hawaiana fatta di sottili fili di paglia, con null’altro sotto, un collare di fiori a coprire a malapena un seno prosperoso. Due grandi cavigliere di metallo argentato, piedi nudi, gambe lunghe e ben tornite, un sedere prominente e levigato che si affaccia, sfacciatamente nudo, fra gli esili fili della gonnellina.
La ragazza agita una grande foglia di palma, non so da dove può averla tirata fuori, con una mano, mentre con altra mano tiene un erogatore di aerosol che emana una sorta di nuvoletta fresca e profumata. Davanti a lei la mia vecchia sedia-sdraio dove mi invita a distendermi con uno sguardo ammaliante.
Non riesco a pensare. Sono paralizzato; la situazione è inaspettata. Il cuore inizia a battere freneticamente. Non riesco a distogliere lo sguardo dalla ragazza e dalle sue forme. Sento un calore inebriante, che una volta ben conoscevo e adesso da molto tempo in letargo, salire dal basso ed infiammare la mia testa.
Con le gambe tremanti ed il corpo madido di sudore mi trascino verso la ragazza.
Non mi rimane altro da fare che stendermi dove lei mi indica.
Senza staccare lo sguardo dalla visione paradisiaca offerta da quella bellissima donna, mi distendo sulla sdraio. Lei comincia ad agitare la sua foglia di palma, inviando un fresco venticello, sorridendo e spandendo la sua nuvola di profumo all’aroma di mango e frutti tropicali.
Mi guarda intensamente mentre mi allungo sulla sdraio e mi dice con una voce vellutata e cremosa:
“Perché non ti spogli?”
Penso immediatamente che Rosina dovrebbe arrivare fra circa un’ora.
Comincio a spogliarmi.
Un’ora dopo.
Sento suonare alla porta, è sicuramente Rosina, mi copro con la mia vestaglia verde pisello e vado ad aprire la porta.
Rosina appare, piena di pacchetti e borse della spesa:
“Fammi passare che non ce la faccio più.” Dice trafelata.
Posa a terra i pacchi ed esclama: “Cos’è questo profumo?”
Dico: “Sai cara c’è una sorpresa per te, per il tuo compleanno. Una fresca sorpresa è. Vieni con me.”
Dicendo questo la prendo dolcemente per la mano e la conduco verso il soggiorno, dove si trova ancora la ragazza, con lo stesso abbigliamento di prima.
Apro lentamente la porta e mostrando la scena a Rosina, con molta gioia dentro di me e qualche dubbio, più o meno inconscio, le dico:
“Cara questo un nuovissimo sistema ecologico è, per il condizionamento dell’aria. Un sistema biologico e naturalissimo è. Non consuma niente e funziona benissimo, io l’ho visto in azione. Non si sa mai, bisogna sempre provare la merce prima no? E’ un regalo per te! E… anche per me, insomma per noi due…”
Lei osserva la scena e rimane impietrita sull’uscio della porta senza osare entrare, mi lancia uno sguardo indefinibile, Io dico:
“Non è meraviglioso, cara, questo condizionatore? Sai io lo provai, in paradiso mi portò!”
La ragazza agitava la sua foglia di palma e spandeva il suo profumo. Lo sguardo ammaliante.
® Proprietà letteraria riservata. Vietata ogni riproduzione anche parziale della presente opera.



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