“Cullato dalle braccia dell’essere, dare la possibilità all’anima di
gestire il tempo della sua incarnazione. L’anima ha la capacità di
incarnarsi, ma lo deve fare gradualmente. E’ una conquista che le consente di
entrare in un processo universale di evoluzione. Passare dall’illusione
istituzionalizzata che è la vita terrena alla liberazione della vita
dell’anima. E’ la fusione primordiale fra i due elementi ontologici di
questo universo: il transitorio e il permanente. La vita e la morte sono,
invece, parti della stessa illusione. Se la Vita, infatti, comprende la morte,
come possono essere opposti? La loro complementarietà è il volano della nostra
incarnazione. La nostra angoscia nasce dal seguire e dare senso agli elementi
impermanenti che fanno parte della nostra personalità e del mondo illusorio che
ci circonda. Il tempo è il mantello dell’anima. Forse è il mantello
dell’invisibilità. Liberiamo l’anima da questo mantello e risplenderà
nella sua luce divina. Il Sè comprende l’anima. Il viaggio inizia quando l’io
sente il richiamo irresistibile verso il ritorno. Qualcuno lo chiama salto
quantico? Io preferisco chiamarlo divina insoddisfazione che assume vari aspetti
e vari comportamenti tutti caratterizzati da livelli, più o meno elevati, di
sofferenza fisica o psichica.”
Nella Luce
Carmelo Percipalle.
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