Le Forme Pensiero

Allego, di seguito un estrato da un libro del Maestro Tibetano che tratta l’argomento delle forme pensiero. Non è certamente un tentativo esaustivo e mi riprometto di proporre altri contributi dello stesso autore o di altri ricercatori. Attendo vostri commenti.

Dal TRATTATO DI MAGIA BIANCA

REGOLA NUMERO DIECI
COSTRUZIONE DELLA FORMA PENSIERO
Omissis
Abbiamo visto come, nel processo di costruzione della forma pensiero, viene il momento in
cui la forma deve essere orientata nella giusta direzione e posta sul giusto sentiero affinché adempia
la volontà e il proposito del suo creatore. Ciò avviene abbastanza presto e dopo il processo
d’orientamento il lavoro di costruzione procede, poiché la forma pensiero non è ancora
pronta per una vita indipendente. Esiste una reale analogia fra il periodo di gestazione di un
bambino e quello di una forma pensiero. L’importanza della giusta posizione del bimbo nel
grembo materno non è mai trascurata da un buon medico; analogamente, una posizione errata
sul sentiero da seguire verso l’esistenza manifesta conduce spesso a malattia e morte.
L’analogia è esatta, come ben sapete. La nascita è preceduta dalla “rottura delle acque” (in
linguaggio medico) e prima che la forma pensiero produca gli effetti desiderati sul piano fisico,
avviene una reazione simile; le acque del desiderio divengono così potenti da causare una
precipitazione e quindi l’apparizione della forma d’espressione desiderata.
omissis
In ogni costruzione di forme la tecnica rimane fondamentalmente la stessa, le regole e le
realizzazioni possono essere riassunte nei seguenti aforismi:
Che il creatore si riconosca come il costruttore e non come la costruzione.
Desista dall’occuparsi del materiale grezzo sul piano fisico e studi il modello e i disegni
operando quale agente della Mente divina.
Usi due energie e applichi tre leggi. L’energia dinamica del proposito, in conformità con
il Piano e l’energia magnetica del desiderio che attira i costruttori al centro dello sforzo.
Governino queste tre leggi: della limitazione sintetica, dell’interazione vibratoria e della
precipitazione attiva. La prima concerne la vita, la secondo la costruzione, la terza produce
l’esistenza manifesta.
Tratti dapprima con i costruttori esterni, inviando il suo richiamo alla periferia della sua
sfera d’influenza.
Metta in moto le acque della sostanza viva con la sua idea e il suo impulso, piegando i
costruttori al suo proposito ed al suo piano.
Costruisca con giudizio e perizia, conservando sempre il “seggio del direttore”, senza
scendere in stretto contatto con la propria forma pensiero.
Proietti la sua forma nel tempo e nello spazio con la visualizzazione, la meditazione,
l’abilità nell’azione, producendo in tal modo ciò che la sua volontà comanda, il suo amore
desidera e la sua necessità crea.
Ritiri i creatori dalla forma esterna, lasciando che i costruttori interiori della forza dinamica
la spingano in manifestazione. I costruttori interiori sono portati in funzionamento e
in azione diretta, tramite l’occhio del creatore. I costruttori esterni furono guidati per
mezzo della parola del creatore. Per mezzo dell’orecchio del creatore il volume della Parola
maggiore vibra attraverso le acque dello spazio.
Ricordi l’ordine dell’opera creativa. Le acque dello spazio rispondono alla parola. I costruttori
costruiscono. Il ciclo di creazione termina e la forma è pronta per la manifestazione.
Segue il ciclo d’esecuzione e la sua durata dipende dalla potenza dei costruttori interiori,
i quali costituiscono la forma soggettiva e trasmettono vita e vitalità.
Ricordi che la forma cessa di esistere quando lo scopo è raggiunto o quando la volontà
debole è causa di difetto di funzionamento nel ciclo d’esecuzione.
Gli studenti faranno bene a studiare questi cicli di costruzione creativa, esecuzione e successiva
disintegrazione. Essi valgono per un sistema solare, un essere umano e per le forme
pensiero di un pensatore creativo. Il segreto di tutta la bellezza sta nel giusto funzionamento di
questi cicli. Il segreto d’ogni successo sul piano fisico sta nella giusta comprensione della legge
e dell’ordine. Meta dello sforzo dell’aspirante è la costruzione corretta di forme con la sostanza mentale, ricordando che “come un uomo pensa, tale egli è” e che per lui il dominio della
sostanza mentale e la chiarezza del pensiero sono elementi essenziali al progresso.
Ciò si manifesterà nell’organizzazione della vita esteriore, in un lavoro creativo di qualsiasi
genere: scrivere un libro, dipingere un quadro, agire in modo ritmico nella vita domestica,
condurre affari in modo sano e corretto, salvare una vita, adempiere con precisione il dharma
esteriore, mentre gli assestamenti interiori procedono nel silenzio del cuore. Il lavoro del discepolo
assume dimensioni più ampie. Egli deve realizzare il piano e proposito di gruppo e
non soltanto il proprio problema spirituale individuale. Egli deve conformarsi al proposito per
il suo ciclo e il suo periodo di vita immediati, deve subordinare dharma e idee personali al bisogno
e al servizio di quel ciclo. Egli deve pervenire alla conoscenza, alla forza e al coordinamento
fra sé personale e anima, che si manifesteranno con la capacità di costruire forme e
gruppi organizzati sul piano fisico e di mantenerli coerentemente uniti. Egli non fa tutto questo
con la forza del proprio carattere e grazie alle sue doti, ma perché quel carattere e quelle doti
lo mettono in grado di agire come trasmettitore delle energie della vita maggiore e di servire
come efficiente cooperatore del Piano di cui egli può visualizzare soltanto un frammento. Egli
lavora comunque fedelmente alla costruzione di quell’aspetto del grande Piano e il giorno in
cui la costruzione è portata a termine ed egli vede l’insieme, scopre di aver costruito secondo
il disegno e conformemente al modello, quali erano nella mente degli architetti (i Fratelli
Maggiori) i quali, a loro volta, sono in contatto con la Mente dell’ Esistenza Unica.
L’applicazione pratica di queste verità è estremamente importante. Non vi è vita, per quanto
circoscritta, o persona in condizione tale da non permettere di cominciare a lavorare con intelligenza e a costruire forme pensiero secondo la legge e con comprensione. Non vi è giorno
nella vita di qualsiasi uomo, soprattutto se è un aspirante o un discepolo, in cui egli non possa
lavorare con la materia mentale, controllare l’uso del pensiero, osservare l’effetto dei suoi processi
mentali sulle persone con le quali viene in contatto e in tal modo usare la sua “chitta” o
sostanza mentale (come la chiama Patanjali) affinché divenga sempre più utile.

***
Il corpo astrale può essere dominato. Come?
1. Con l’inibizione diretta. Questo metodo può essere usato con profitto dai principianti,
ma non è il migliore. Provoca reazioni nel corpo fisico, conduce alla congestione nel
corpo astrale e ad una condizione simile nel veicolo eterico. Produce spesso mal di testa,
con gestione del fegato e altri disturbi.
2. Con una presa di coscienza diretta dei risultati che sono in gioco e nella consapevolezza
che nulla accade a un allievo del Maestro se non ciò che può condurre a maggior
conoscenza e sviluppo e più grande efficienza nel servizio. In molti casi la paura non
deriva da timidezza (ciò che può sembrare un paradosso!), ma dipende spesso da una
condizione mentale come l’orgoglio. Le paure di coloro che sono polarizzati nel corpo
mentale sono connesse all’intelletto, quindi più difficili da vincere delle paure di una
persona polarizzata nel corpo astrale. Quest’ultima può ricorrere all’intelletto per eliminare
la paura del corpo astrale. I tipi mentali devono fare appello direttamente
all’Ego, poiché si deve sempre ricorrere al superiore per agire sull’inferiore. Ecco perché
è necessario mantenere sempre sgombro il canale. Non cercate di sedare la paura,
ma scacciatela con il potere dinamico della sostituzione. Questo mi conduce al terzo
suggerimento, rivolto agli studenti del gruppo, per affrontare l’abitudine della paura.
3. Un metodo diretto di rilassamento, concentrazione e acquietamento di tutta la personalità,
inondandola di pura luce bianca. Procedete nel modo seguente:
Supponiamo che vi troviate in uno stato di panico; impressioni molto sgradevoli affollano
la mente; la vostra immaginazione è sfrenata e la mente rafforza il tumulto. Non dimenticate
che le paure di una persona emotiva sono meno potenti delle vostre. Disponendo di un corpo
mentale forte, voi rivestite le reazioni di paura di materia mentale altamente vitalizzata, ciò
che determina la creazione di una potente forma pensiero. Questa circola fra voi e l’evento temuto.
Rendendovi conto di questo fatto, cercherete di calmarvi. Rilassate il corpo fisico, tentate
di acquietare il più possibile il corpo astrale e stabilizzate la mente. Poi visualizzate voi
stessi (la personalità), l’anima e il Maestro (quest’ultimo all’apice del triangolo) e, deliberatamente,
richiamate un afflusso di pura luce bianca che, fatta fluire attraverso i vostri veicoli inferiori,
li purificherà da tutto ciò che ostacola. Continuate il procedimento fino a quando sentirete
che il necessario lavoro è compiuto. All’inizio dovrete forse ripeterlo più volte, ma in seguito basterà una volta sola e con l’andar del tempo non sarà più necessario, perché avrete riportato
la vittoria.
Questo di riferisce alle paure connesse alla personalità. Usate l’aspetto amore, inondatevi di
amore e luce. Le paure legittime che sorgono da circostanze in relazione al lavoro da svolgere
e dalla conoscenza di ostacoli materializzati che lo impediscono, devono essere trattate in modo
diverso. Anche in questo caso deve essere seguito un metodo preciso:
Calmate il corpo fisico.
Acquietate il corpo astrale con una temporanea inibizione. Collegatevi con l’Ego e ragionate
in modo preciso sul modo appropriato di procedere per far fronte alla difficoltà. Esauriti tutti
i metodi razionali più elevati e visto chiaramente lo svolgimento dell’azione, passate alla fase
successiva: elevate la vostra vibrazione il più possibile e, dai livelli intuitivi, invocate maggior
luce sulla difficoltà. Se la vostra intuizione e la vostra facoltà di ragionamento sono in
armonia, mostreranno la via da seguire, quindi procedete. Per un fatto occulto indiscutibile,
sapete che ora nulla potrà accadere che non sia per il meglio. Siete certi di essere guidati e colui
che vede la fine sin dal principio non commette errori.
Una terza categoria di paure, che gli aspiranti incontrano sempre maggiormente con
l’aumentare della loro forza e utilità nel servizio, è basata sulla realizzazione delle forze che
operano contro il Piano e ostacolano il lavoro. L’aspirante sarà colpito da attacchi e poteri occulti
che militano contro di lui; potranno essere percepiti nell’uno o nell’altro dei veicoli e, in
rari casi, quando l’aspirante ha una certa importanza, in tutti e tre. A volte gli attacchi saranno
rivolti contro singoli lavoratori, altre volte contro gruppi. Per respingerli userete il primo metodo
con qualche aggiunta e cambiamento.
Come individuo o quale membro di un gruppo, vi collegate con la vostra anima e con la
Loggia dei Maestri, non semplicemente con il vostro Maestro, ma con la Fratellanza per la
quale lavorate. Dopo aver raggiunto lo stato di quiete, visualizzate i Maestri che conoscete e,
elevando la vostra vibrazione ancora più in alto, se possibile collegatevi con i Chohan, con il
Cristo e il Manu secondo la linea, politica o religiosa, sulla quale lavorate e lungo la quale
giunge l’attacco. Fate fluire lungo la catena che avete formata e attraverso tutti i veicoli, una
corrente di luce violetta. Questo metodo va usato quando il bisogno è grave e la necessità è
grande. Ci vuole prudenza, perché il veicolo eterico risponde in modo molto potente al colore
viola.
Con queste precauzioni presenti nella mente, la vibrazione della paura può essere affrontata
e infine eliminata. I lavoratori sono soggetti a due tipi di paure: paura di ciò che tiene in serbo
il futuro, dubbio sull’esito dei loro sforzi. In molte persone troviamo una combinazione delle
due paure. La maggior parte degli aspiranti non nutre un dubbio fondamentale sul risultato finale,
ma a volte essi dubitano di ottenere i risultati voluti nel presente e rifuggono anche dal
sentiero dello sforzo sapendo, a ragione, che è disseminato di prove e solitudine fino ai piedi
dello Ierofante. Sono inoltre afflitti da disturbi e alte vibrazioni che sembrano emanare da sorgenti
spirituali elevate. Le forti vibrazioni diverranno sempre più frequenti e con il progredire
dell’evoluzione umana saranno anche sempre più forti, quindi le reazioni che provocano devono
essere trattate con saggezza.
Quando la vibrazione è estremamente potente si verificano due fatti. In primo luogo, tutte
le buone aspirazioni e le vibrazioni elevate che le accompagnano vengono stimolate; in secondo
luogo, viene stimolato anche tutto ciò che definiamo “male”. Gli aspiranti dovrebbero tenerlo
ben presente. Potrebbe manifestarsi un’ondata di criminalità, ma si manifesterà anche un
aumento del numero di gruppi fautori dello sforzo spirituale e dell’aspirazione elevata.
Anche in voi, aspiranti, l’effetto dell’elevarsi della vibrazione può manifestarsi in diversi
modi. Può produrre stanchezza fisica, ciò cui si deve rimediare non tanto con il sonno e il riposo,
sebbene siano entrambi necessari, quanto soprattutto con un cambiamento di vibrazione,
di ricreazione e svago. Sovente produce una profonda depressione, un totale abbattimento di
fronte al futuro. Affrontate comunque quel futuro ricordando che ciò che il futuro ha in serbo
non è rivelato, ma che “la gioia giunge al mattino”. Può produrre anche una sensibilità del
corpo astrale, forse ancor più difficile da sopportare. Ciascuno deve affrontare la situazione
nel miglior modo possibile, tenendo presente i suggerimenti dati. Può inoltre verificarsi una
stimolazione permanente degli atomi dei diversi veicoli e una loro vibrazione coerente e stabile,
ciò che eleva avvicinando un poco alla meta, anche se l’aspirante forse non se ne rende
conto.
Tutto dipende dalla capacità dell’allievo di afferrare il significato interiore di tutti gli eventi.
Il progresso sul Sentiero dipende completamente dalla sua attitudine a far suo l’insegnamento. Solo quando trasmutiamo le lezioni apprese sui piani interiori in conoscenza pratica, esse entrano a far parte della nostra esperienza e non sono più semplici teorie.
L’espansione della coscienza dovrebbe essere un’esperienza pratica sempre crescente. Le teorie
non hanno alcun valore finché non le avremo tramutate in fatti. Ecco perché è importante
meditare su un ideale. Durante la meditazione i nostri pensieri vibrano temporaneamente
all’unisono con il concetto e col tempo quella vibrazione diviene permanente.
Coloro che, con occhi bene aperti, iniziano la formazione occulta devono calcolarne il
prezzo. La ricompensa finale è grande, ma il sentiero è aspro e il vero occultista lo percorre da
solo.
La capacità di rimanere soli, di assumersi una responsabilità e compiere tutto senza aiuto,
oltre che sfidare il male in vista del bene che ne può derivare, sono i contrassegni del Fratello
Bianco. Siate preparati alla solitudine, a pericoli incerti e oscuri ed a prodigarvi per tutta la vita
senza attendervi alcuna ricompensa per la personalità. Solo quando la coscienza si espande
e si scopre il proprio posto nel tutto cosmico la ricompensa diviene evidente; cessi dunque ogni
paura e sappiate che la personalità è solo temporanea, quindi che importa se soffre? Qualche
buon risultato ottenuto per la Fratellanza universale, qualche legge compresa e dimostrata
nella vita d’ogni giorno, alla fine (sì, alla fine, quando tutto sarà passato), permetteranno al
Maestro di dire: “Ben fatto!”. Guardate quindi diritto davanti a voi. Non voltatevi né a destra
né a sinistra. Il sentiero conduce in alto, verso una vibrazione più rapida e maggiore sensibilità.
Cercate il vostro punto d’equilibrio nel lavoro e mantenetelo, poiché gli anni vi riservano
molto lavoro, molta pressione e molta sofferenza.
Siete abbastanza forti per assistere al dolore del mondo, alla rovina, pur rimanendo sereni?
Siete in grado di collaborare al progresso dell’evoluzione umana, vedere la necessità dei disagi
e della disciplina senza far nulla per arrestare l’onda del dolore? In questo momento, anime
scelte e provate vengono addestrate in tutto il mondo. I Maestri sono sovraccarichi di lavoro e
il loro tempo è molto limitato. Danno tutto ciò che possono, ma l’uso di ciò che è elargito dipende
dal singolo aspirante.
Noi che osserviamo e guidiamo dal lato interiore della vita ci rendiamo conto di tutto, forse
meglio di quanto non possiate fare voi, sotto il fardello e l’ardore dell’esistenza del piano fisico.
Conosciamo le vostre limitazioni e un giorno potremo forse aiutarvi in modo definito a costruirvi
corpi forti per il servizio mondiale. Oggi, il miasma astrale è tale che è quasi impossibile
per voi, fratelli che lottate, godere di una buona salute; il karma mondiale non lo consente.
La corruzione astrale e quanto vi è d’immondo sui livelli inferiori del piano mentale infettano
tutto e felici coloro che vi sfuggono. Osserviamo con tenerezza tutti voi che, con corpi deboli e
sensibili, lottate, lavorate, combattete, cedete e continuate a servire. Non un’ora di servizio reso
nella sofferenza e nella tensione, non un giorno di lavoro eseguito con i nervi tesi, il cervello
stanco e il cuore sofferente possono passare inosservati. Sappiamo e apprezziamo, ma nulla
possiamo fare di ciò che è necessario e che potete compiere voi, che lottate nel campo del
mondo. In quest’epoca il karma mondiale vi inghiotte tutti. Se solo poteste rendervi conto che
il tempo è breve e il riposo, la gioia e la pace sono in cammino.
Le vittorie parziali, i giorni vissuti ottenendo qualche successo, pur senza aver raggiunto
l’ideale, i minuti d’esaurimento dell’anima e del corpo quando la vacuità d’ogni cosa, persino
il servizio, sembra il solo fattore degno di nota, le settimane e i mesi di tentativi e sforzi contro
disparità apparentemente insuperabili, contro lo stupendo potere delle forze d’evoluzione, contro
la marea rombante dell’ignoranza del mondo, tutto noi sappiamo. Consolatevi nella certezza
che l’amore governa tutto; v’incoraggi sapere che la Gerarchia esiste.
Coloro cui spetta il compito di insegnare al mondo qualcosa di più riguardo ai Maestri e
che vengono addestrati a divenire punti focali di contatto, sono sottoposti a una disciplina molto
drastica. Vengono provati in ogni modo possibile e imparano molto per mezzo di amare esperienze.
S’insegna loro a non dare alcuna importanza al riconoscimento. Vengono esercitati
a non giudicare dall’apparenza ma con la visione interiore. La capacità di riconoscere il proposito
del Maestro e di amare è considerata di estrema importanza. Gli aspiranti che desiderano
essere prescelti per lavorare come discepoli, devono abbandonare ogni desiderio a favore del
sé e devono essere disposti a pagare la conoscenza a qualsiasi prezzo. Se si vuole dare al mondo
la prova dell’esistenza della sfera di realtà soggettiva, essa dovrà essere pagata con il sangue
del cuore, poiché solo “nel sangue del cuore” il potere può essere acquisito senza pericolo
e usato con saggezza. Progredendo e, in quanto aspiranti, studiando le leggi celate della natura,
vi renderete conto della necessità del prezzo pagato. Lo sviluppo spirituale del carattere del discepolo deve andare di pari passo con la conoscenza interiore, che si accresce in tre modi:
l. Con definite espansioni di coscienza che dischiudono al discepolo la possibilità di rendersi
conto delle mete da raggiungere. Ciò consente alla mente del discepolo di formulare
ciò che dovrà essere compreso ed è il primo passo verso l’acquisizione.
L’aspirante è portato sui piani interiori dove un chela più avanzato gli mostra il lavoro
da eseguire, quasi nello stesso modo in cui un maestro mostra all’allievo la lezione da
imparare.
2. Segue un periodo in cui il discepolo deve impadronirsi della lezione e, in meditazione,
elaborare e sperimentare le verità percepite. È un processo lento, poiché tutto deve essere
assimilato e divenire parte integrante del discepolo stesso prima che egli possa
proseguire. È come fare un’addizione, cifra per cifra, riga per riga, fino a giungere al
risultato. Tale lavoro si svolge tanto sui piani interiori quanto su quello fisico. Prima di
procedere in qualsiasi lavoro di servizio, per breve tempo l’allievo viene istruito durante
la notte. Egli porta questo insegnamento nella coscienza fisica del cervello sotto
forma di profondo interesse per determinati soggetti e come crescente attitudine a pensare,
in senso concreto e astratto, ai diversi temi occulti che attirano la sua attenzione.
Egli tenta di sperimentare e prova diversi metodi per studiare le leggi, ciò che col tempo
lo conduce a risultati di effettivo valore per lui. Il tempo passa ed egli acquisisce e
sa qualcosa in più, la sua conoscenza si sintetizza ed egli è pronto ad insegnare ad altri
i frammenti di conoscenza di cui è certo.
3. Insegnando agli altri acquista ulteriore conoscenza. Il fatto di definire la verità che si
vuole esprimere cristallizza i fatti appresi e, nello scambio con le altre menti, la vibrazione
dell’aspirante si eleva a piani ancora superiori, permettendo l’afflusso di nuove intuizioni e l’accesso a nuove verità.
Quando una lezione è stata appresa in questo modo, si passa alla successiva; quando
l’allievo ha appreso una particolare serie di lezioni consegue un’iniziazione. Tutto il gruppo al
quale insegna trae beneficio dal suo progresso poiché, in un curioso senso indefinibile, ogni
discepolo porta con sé coloro che istruisce. Il beneficio dell’unità si ripercuote sull’insieme. In
un modo simile, un Maestro porta avanti e più in alto i suoi discepoli. Si tratta di un argomento
astruso e appartiene ai segreti della legge di espansione vibratoria. L’iniziazione del Logos ha
un effetto universale.
Avete ragione di supporre che il Sentiero della Prova corrisponde agli ultimi stadi del periodo
di gestazione. Alla prima iniziazione, colui che nel Vecchio Testamento è detto “nato in
Cristo” inizia il pellegrinaggio sul Sentiero. La prima iniziazione indica semplicemente
l’inizio.
Raggiunta una determinata struttura corretta nel modo di vivere, nel pensiero e nella condotta,
la forma nella quale il Cristo deve dimorare è costruita e ora deve essere vivificata e occupata.
Il Cristo entra e la forma vive. In ciò consiste la differenza fra la teoria e il rendere la
teoria parte di voi stessi. Potete averne un’immagine perfetta, ma è senza vita. Così pure persone
che hanno modellato la propria vita sul Divino nei limiti della loro personalità sono buo162
ne copie dell’originale ma manca qualcosa. Che cos’è questo qualcosa? La manifestazione del
Cristo immanente. Il germe esiste, ma è latente.

Tratto e modificato da:

http://www.stazioneceleste.it/alice_bailey.htm

http://www.bailey.it/alice-bailey/TRATTATO-DI-MAGIA-BIANCA.pdf



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