Ritrovarsi (il riso dei bambini)
Ritrovarsi non è solo ritrovare sé stessi ma, soprattutto, ritrovare l’altro e creare, in questo modo, una serie di circuiti virtuosi: ritrovando l’altro ritrovo me stesso e così ritrovo l’altro, ma l’altro è anche tutto ciò che mi circonda, cioè l’alterità, l’altro diverso da me e che eppure è parte di me e, quindi, la natura: il vento, gli alberi, l’acqua, la pelle della persona amata, i suoi sorrisi e il destino dell’umanità e della terra. Tutto ciò mi appartiene ma solo se attivo questi circuiti virtuosi e non importa da dove provengono ( dal mio centro o da altri centri), quello che importa è che siano attivi e forieri di energie di crescita, di guarigione, di liberazione.
Perché il riso dei bambini?
Perché loro, pregni di innocenza e di infinito spirito di avventura non posseggono i nostri adulti limiti egoici e, quando ancora il loro linguaggio verbale è stentato e primitivo, la loro energia comunicativa è enorme ed esplode in un caleidoscopio di risate, di occhiate furbette, di mossetine irriverenti e il fluire del loro amore diviene palpabile chiaramente percepibile: una fiumara incontenibile di messaggi, liberi dal tempo, che hanno corroso spazio e convenzioni per arricchire le loro immacolate coscienze.
Quanti adulti percepiscono la stessa magia? Solo chi è loro vicino e chi vuole da loro imparare possiede la loro stessa magia e la conserva per donarla, prezioso presente, a chiunque voglia riceverla.



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