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“Le fragole degli dei”. Romanzo

Presento”Le fragole degli dei” è il mio primo romanzo ed è lo specchio della mia anima e dei miei travagli interiori; ambientato in una Sicilia pregna di umori selvaggi, di antiche visioni, di sublimi e abbaglianti squarci di un’umanità perversa eppure così inconsapevolmente vicina al mondo degli dei.
Ho chiesto all’editore (Youcanprint.it) di consentire il down load gratuito del mio libro. Per favore scaricatelo e comunicatemi la vostra impressione.

… In questo romanzo, nei vari capitoli, si riscontrano narrazioni di fatti incresciosi, di cruda violenza, di sesso sfrenato e amorale, perversioni che giungono agli estremi antipodi del crimine più bieco e assurdo, col sangue che scorre a fiumi. Tutti elementi che spingono a provare una certa repellenza, non riuscendo momentaneamente a motivare tanta violenza, anzi scambiandola per strategia fi ne a se stessa. Essa potrebbe condurci erroneamente ingabbiarla dentro un cliché apparentemente hard boiled o pulp; generi letterari, questi ultimi, creati per scoprire quel torbido e quel buio dell’anima, quella doppia faccia di ogni medaglia, che spingono gli esseri umani a compiere azioni esecrabili. Ne veniamo, però, immediatamente smentiti dalla consistenza dei
contenuti semantici, che affi orano – a una ben attenta analisi e anche dalle convinzioni filosofiche e spirituali, di tipo orientale, ivi presenti.
Dalla prefazione di
Eleonora Cancelliere

Il romanzo è ambientato in una Sicilia, che pur sembrando solare, si rivela densa di signifi cati esoterici, mistici ed anche di matrice squisitamente criminale. La conoscenza e la pratica delle
antiche arti marziali dei samurai giapponesi ben si integrano con una più concreta presenza di
una “cosa nostra” modificatasi, in parte, per amore parentale ma sempre pronta ad artigliare ed a
corrompere con la promessa del potere i più giovani, desiderosi di indipendenza. Carol, la protagonista, anziana esperta nelle antiche arti marziali giapponesi, domina tutta la scena
con le sue lunghe meditazioni che le forniscono la forza e la concentrazione per affrontare i
pericoli che le avevano sbarrato il passo della vita. Nel ristabilire un senso di giustizia, Carol, sembra ricordare la eschilea Clitennestra…
Dalle note conclusive di
Clotilde Pettinicchi



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